Misurazione del volume della torba

Qual'è il volume di un solido incoerente?

Il problema è di notevole interesse per le torbe e i substrati per colture fuori suolo. Infatti, il coltivatore conosce Il volume complessivo dei contenitori che utilizzerà (che siano vasi, alveoli o altro) e quindi il quantitativo di substrato necessario. A tal proposito il D.M. 30 dicembre 1986, modificando gli allegati dell’allora vigente Legge 748/1984, ha previsto che sulle etichette, sulle confezioni e/o nei documenti di trasporto della torba venga indicato il volume e non il peso, come per la generalità degli altri fertilizzanti.

A prescindere, che non è chiaro se tale norma si riferisca anche all'Ammendante Torba acida, classificazione nella quale rientra la quasi totalità dlle torbe, resta il problema di come misurare il volume di questi materiali.

Il D.Lgs. 075/2010, attualmente in vigore, sancisce la necessità di indicazione del volume commerciale per tutti i Substrati di Coltivazione.

Quindi è necessaria la determinazione, non senza alcune difficoltà. Infatti, non vi sono ambiguità su come va calcolato il volume di un liquido o di un solido compatto, per i quali l'unica incertezza è la temperatura di determinazione, mentre più arduo è il problema per la torba, che è sempre più o meno compatta o compattabile. Avremo infatti un volume all'insacco, che però può diminuire, per esempio per il peso dei sacchi sovrapposti, che fanno fuoriuscire l'aria dalla massa in misura variabile a seconda della pressione che subiscono. Successivamente, il volume aumenta ed in certi casi di molto, quando il sacco viene aperto ed il substrato svuotato nei contenitori, magari dopo manipolazione meccanica o manuale. Tempo fa, non esisteva un metodo di misurazione italiano e si utilizzava spesso quello tedesco (DIN11540). Il 17 settembre 1999 il CEN (Comitato Europeo di Normalizzazione) ha approvato il metodo EN12580, messo a punto dal TC223 (Comitato Tecnico), che norma la determinazione della quantità di ammendanti e substrati per coltura sfusi o confezionati. L'Ente Nazionale Italiano di Unificazione (UNI) ha recepito e ratificato il 21 luglio 2002 tale norma europea, perciò a partire da tale data, è divenuta norma nazionale italiana, con identificazione UNI-EN 12580:2002. La norma prevede due ondamentali definizioni:

  • Densità apparente (Bulk density): è la densità del materiale così come ricevuto e ricostituito (es.:riumidificazione) secondo le istruzioni del produttore.
  • Volume: è il volume di svuotamento del terriccio determinato secondo questa norma. Il principio di misura prevede che il materiale sia pesato (al netto del sacco, se confezionato); conoscendo esattamente il volume del contenitore di misura viene determinata la densità apparente e da questi due valori viene ricavato il volume complessivo del substrato.

L'apparato di misura previsto dalla norma è composto da:

  • Cilindro di misura del volume di 20 litri, con rapporto altezza/diametro compreso fra 0,9:1 e 1:1;
  • Collare rigido dello stesso diametro del cilindro di misura e con altezza di 75 mm;
  • Setaccio posizionato a 5 cm dal collare e dotato di tre maglie da 20, 40 e 60 mm. La scelta della maglia va fatta in relazione al materiale da testare: 20 mm se il materiale ha struttura fine, 40 mm se ha struttura media e 60 mm se grossa.

Il materiale da misurare viene fatto passare attraverso il setaccio fino a riempire interamente il cilindro. Quindi si toglie il collare, si livella il terriccio con il bordo superiore del cilindro. Si pesa e si determina la densità apparente.

Quali cambiamenti?

Come detto sopra, questa norma va a sostituire diverse metodiche nazionali fra le quali certamente la più conosciuta è la DIN11540. Rispetto a questa la UNI EN12580, comporta una riduzione del volume misurato variabile fra l'8% e il 15%, a seconda della natura del materiale esaminato. Queste differenze tra le due norme sono dovute al fatto che l'applicazione della UNI EN12580 comporta:una disgregazione meno marcata del materiale: con la norma DIN 11540 la maglia del setaccio era di 16 mm.

Ora invece è di maggiori dimensioni 20, 40, 60 mm. Ciò consente il passaggio di aggregati di dimensioni e peso superiori; Una diversa stratificazione a causa del maggior peso degli aggregati il compattamento è superiore; Una maggiore omogeneità: La norma DIN 11540 prevede un recipiente di misura a forma di parallelepipedo da 40 litri. Le minori dimensioni del cilindro UNI EN 12580 e soprattutto la sua forma, permettono una stratificazione più omogenea grazie alla mancanza di angoli, dove il compattamento della massa è generalmente diverso. 

Concludendo, lo stesso sacco che nella norma DIN aveva un volume di 80 litri, con la UNI EN avrà un volume di circa 70 litri, anche se la quantità presente nel sacchetto è sempre la stessa.

Eventuali contestazioni circa il volume commerciale dei prodotti saranno quindi prese in considerazione solo se fondate su verifiche eseguite secondo le medesime sopraindicate norme di misurazione EN.

Il Cliente che volesse verificare la fondatezza della determinazioni Nuova Flesan, dovrà dotarsi di opportuno cilindro misuratore regolamentare. Non sono pertanto in alcun modo accettabili contestazioni inerenti il volume commerciale della merce fondate sulla misurazione delle dimensioni degli imballi contenenti materiale compresso, sul numero di vasi riempiti, od altri parametri difformi dalgli standard sopra descritti.

Per saperne di più:

la norma EN 12580:2002 non è disponibile in lingua italiana. La versione inglese può essere acquistata (€ 27,00 + IVA) dall’Ente Nazionale di Unificazione (UNI), anche via internet (www.unicei.it)